Non so se la ministra Kienge sia una complice consapevole o meno, certo è però che questo caso è stato creato ad arte per distogliere l'attenzione dell'opinione pubblica dalla ben più grave vicenda dell'espulsione ingiustificata della moglie e della figlia di un leader dell'opposizione kazaka da parte dell'Italia, vicenda che vede in primo piano Alfano e soprattutto Silvio Berlusconi, grande amico "fraterno" del leader kazako Nazarbaiev.
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